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LITTLE DOCTOR

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Recentemente gli archeologi hanno scoperto sul monte La Poggia un misterioso sito storico. Un villaggio medioevale che corrisponderebbe al perduto paesino di San Pietro, luogo che tutti ormai credevano scomparso per sempre. Al contrario è riaffiorato dalle sabbie del tempo, sorprendendo l’intera comunità scientifica, promuovendo nuove perlustrazioni. L’intera zona dell’antica “Valle d’inferno” non è nuova ad incredibili scoperte. Alcuni anni fa, per esempio, fu scoperta una foresta pietrificata nei pressi della Sambuca, ma gli studiosi non si sarebbero mai immaginati che questa foresta pietrificata all’esterno potesse ancora continuare a vivere all’interno del monte La Poggia con flora e fauna unici. Abissi che il capitano Leale Martelli dovette perlustrare per diversi mesi prima di trovare una via d’uscita… ma questa è un’altra storia!

Come la vicenda accaduta ai geologi del batallion 500 che paracadutati sul monte La Poggia, atterrarono proprio sul residuo della fenditura dell’antica bocca di fuoco, essi però non ebbero la fortuna di Leale e non trovarono mai la via dell’uscita. Questa bocca di fuoco a forma di vulcano si poteva notare fino al 1676 pure dal porto di Livorno rivolgendo lo sguardo verso le colline. Esistono antiche stampe che lo raffigurano. D’altronde non c’è da stupirsi dato che il monte la Poggia un tempo fu dimora degli Dei e di Ercole, antenato del gigante Limoncino. Nei pressi del monte La Poggia sono state rinvenute strane conformazioni laviche che ancora destano curiosità negli escursionisti. Purtroppo di questo vulcano oggi non rimane traccia a causa degli intensi terremoti del 1771, 1805 e 1814 che si abbatterono sulle colline livornesi e fecero crollare le pareti della bocca di fuoco, ma a dare il colpo di grazia fu il tremendo sisma del 1846 che tra l’altro danneggiò pure la chiesa della Valle Benedetta, distruggendo per sempre arredi e affreschi con simbologia templare. Di questo vulcano e della sua attigua Valle d’inferno ne erano a conoscenza pure i Martelli di Firenze, i quali consigliarono a Dante Alighieri di visitare tale valle infernale, che al tempo faceva parte del dominio pisano. Secondo l’originale codice Martelli 12, fu proprio in quel viaggio da Firenze a Livorno che il sommo poeta ebbe l’ispirazione per la Divina Commedia. Purtroppo il codice Martelli 12 fu deliberatamente censurato dai religiosi che lo esaminarono, al fine di mantenere il segreto riguardo al luogo ove si celasse l’ingresso per uno strano abisso che forse sta per essere scoperto.
 

LITTLE DOCTOR

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Come si poteva prevedere, dopo solo pochi giorni dalla scoperta del misterioso villaggio preistorico di san Pietro nel bosco del monte la Poggia, gli archeologi hanno divulgato un altro misterioso sito ancora presente sul monte La Poggia, mostrandolo in un filmato che allego assieme al post. nel filmato viene commentato il ritrovamento del leggendario monastero denominato da sempre “il Conventaccio”. Dopo secoli le misteriose rovine sono tornate alla luce dalle sabbie del tempo, di questo passo i ricercatori potrebbero pure rinvenire i resti di quello che un tempo apparteneva alla fortezza di monte Massimo, castello che fu ultimo baluardo dei longobardi che si erano insediati sul monte la Poggia, prima di rifugiarsi e scomparire per sempre tra i meandri della bocca di fuoco di un antico vulcano ormai collassato su se stesso. Chissà forse gli studiosi un giorno riusciranno anche a scoprire tale vulcano, ma non bisogna aver fretta, ci vuole tempo per permettere alla leggenda di diventare storia, come un bambino che ha bisogno di tempo per crescere e diventare uomo, lo stesso uomo che alla fine desidera sempre di tornare bambino, così pure la storia desidera tornare leggenda. Molto ci sarebbe da scrivere sulla leggenda del “Conventaccio”. In questi anni ho solo accennato a piccoli particolari, ma adesso che gli studiosi hanno intuito il mistero, sarà mio compito svelarlo una volta per tutte con una sintesi estratta e tradotta dalla bibbia catara.

CAPITOLO II TOMO IV CATARI

Nel periodo compreso fra il 1280 e il 1281, le autorità della chiesa di san Jacopo in acquaviva stavano investigando sulla sorte del loro monaco agostiniano detto “il Predicatore” dato che se fosse stato ancora in vita sarebbe stato ultracentenario. Alcune testimonianze lo vedevano ancora attivo nei pressi del monte la Poggia, dove si sospettava che fosse ancora la guida spirituale degli eremiti neri stanziati nel monastero del Conventaggio. Le testimonianze asserivano che il Predicatore si aggirasse ancora in quei luoghi reso quasi irriconoscibile da una folta barba e un cappuccio che non toglieva mai, mentre minaccioso lanciava anatemi contro ogni viandante che osava avventurarsi, senza motivo, verso i sentieri che portavano sulla sommità del monte la Poggia. Per questo motivo il priore della chiesa di san Jacopo, per recuperare il monaco agostiniano inviò in tempi diversi alcuni frati nella zona descritta. Il priore Michael inviò i frati Bernardi e Salvi, ma entrambi non fecero più ritorno, per questo non furono più inviati frati ad investigare, ma nell’estate del 1285 il nuovo priore guerriero di san Jacopo, certo Galgano, sentite nuove testimonianze che attribuivano al Predicatore una sorta di possessione demoniaca che avrebbe contratto dopo l’uso di un certo macchinario portato anni prima da alcuni templari e al momento custodito all’interno del Conventaccio dagli stessi eremiti neri che lo soprannominarono “specchio del romitone”, decise di recarsi al Conventaccio di persona per controllare. Galgano venne pure informato che i 12 eremiti neri erano addirittura in combutta con megere e streghe, con le quali si univano in immonde orge nelle notti del Sabba, fornendo pure alle streghe una preziosa reliquia da utilizzare durante le loro cerimonie sacrileghe. Il priore Galgano, temendo il peggio, si fece accompagnare da un manipolo di frati guerrieri esperti nell’uso delle armi, gli stessi frati che poche settimane prima, esattamente il 28 giugno, avevano provato in vano a difendere il faro che gli era stato affidato per 5 anni dai consoli del mare di Pisa. Questi frati superstiti avevano combattuto eroicamente, ma persero la battaglia durante la quale il faro venne distrutto dalla spedizione genovese comandata dall’ammiraglio Oberto Spinola, il quale, accortosi che i valorosi difensori del faro erano dei frati di san Jacopo, con atto di clemenza, concesse loro la libertà e invitò gli altri religiosi a fuggire perché aveva ricevuto ordine di distruggere anche la chiesa di san Jacopo. Questo fu un ulteriore motivo che spinse il priore Galgano a raggiungere il Conventaccio per trovare un riparo di emergenza ai suoi frati, ma prima avrebbe dovuto scacciare le streghe, ma questa è un’altra storia di cui parleremo nel prossimo post…
 

Fenrir

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Sono contento che Little Doctor stia meglio. Il romitone non ha saputo stringere le sue spire.

Chissà se quelle pietre vetrificate di Santo Vecchio sono opera del cronovisore...
 

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Hi, compliments to Little Doctor for the remarkable post and documentary video. Very appreciated. I've appreciated it very much.
Reading also the Fenrir's replay I ask if him know the fantomatic LD as he knew about the LD's health (?) .
However just about the Romitone's coils, in the past period I checked a lot also in the web about this story and I found unespected books that tell just about the Captain. They're written by a foreign author.
TOURIST
 
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Fenrir

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Hi, compliments to Little Doctor for the remarkable post and documentary video. Very appreciated. I've appreciated it very much.
In the past period I checked a lot also in the web about this story and I found unespected books that tell just about the Captain. They're written by a foreign author.
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Oldman?
 

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